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L’etica sostenibile

C’è una cosa molto chiara nella mia mente, un ricordo di quando ero bambina : mia madre che mi spiegava con parole semplici che cos’era l’etica, il bene, il giusto ed il male. Ho sempre portato dentro di me le sue parole, ogni qualvolta mi trovavo difronte a delle scelte o comportamenti di vita.

Questo tema è stato affrontato in questi giorni all’edizione zero di Care’s, tenutasi in Alta Badia dal 17 al 20 Gennaio: l’obiettivo era promuovere un approccio etico e sostenibile alla cucina. E’ una gran bella sfida quella dello Chef Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti, supportati da 30 chef provenienti da tutto il mondo, soprattutto per aver affrontato un tema molto coraggioso, del quale conosciamo ancora poco.

Giuseppe Lavazza scrive una cosa molto chiara nella prefazione del libro di Gunter Pauli:

“Ci sono regole non scritte, dettate dalla nostra etica, dalla nostra educazione, dalla nostra sensibilità morale.”

Una visione che si è trasmessa attraverso quattro generazioni di Lavazza. Una visione che ci ha permesso di trasformare la consapevolezza etica in una strategia di sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Sicuramente c’è bisogno di un cambiamento culturale che attraversi tutta la società, dove ogni singolo soggetto diventi veramente consapevole di ciò’ che lo circonda ma soprattutto cosciente degli effetti che le sue azioni hanno nel sistema. Che sia cibo, industria, settori agricoli, dobbiamo avere coraggio non solo di parlare ,ma soprattutto di agire in concreto: tutto è possibile!

Mi auguro che questo progetto, possa prendere forza anno dopo anno, per ampliare i punti di vista di una nuova generazione di cuochi o maestri puntando alla creazione di una società sostenibile.

“Guardiamo avanti, risvegliamo la consapevolezza che ognuno di noi è responsabile della creazione di un ambiente che porti ad un futuro migliore, riflettendo su ciò che ogni individuo può lasciare in eredità alle generazioni future in termini di pensiero positivo e possibilità di azioni concrete”.

Non posso che concordare con Gunter Pauli, che quanto sopra rappresenterà la sfida più difficile!

A noi spetterà solo accettarla !!!!

La Giacoma

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